La maternità che non ti raccontano

Autostima Giulianova

La maternità è una esperienza miracolosa che porta con se una gioia immensa legata al dono della vita, ma non è solo questo è anche una esperienza fatta di dolore, sofferenza e profonda solitudine. Quando nasce un bambino la tua vita cambia sostanzialmente e ciò rappresenta un processo irreversibile. Fino a quel      giorno la tua priorità probabilmente eri tu, ma da quel momento tutto si ribalta. Non decidi più quando mangiare, quando dormire o quando svolgere una commissione, ogni cosa passa in secondo piano la tua vita adesso la decide quel piccolo esserino bisognoso di cure e attenzioni.

La priorità saranno i suoi bisogni, è compito di ogni madre infatti sintonizzarsi sui suoi gesti e sui suoi pianti, dargli significati e interpretarli. Ciò non è affatto semplice perché quel bambino è per voi uno sconosciuto che comunica prevalentemente con il pianto. Per cui dovrete imparare a dare significato e parole, diventando il suo principale interprete. Ma ciò che per alcune può sembrare naturale e spontaneo, per altre può generare angoscia e frustrazione. In un momento in cui la deprivazione dal sonno diventa una costante, senza parlare del dolore dei punti, delle ragadi al seno e delle emorroidi conseguenti al parto.

Poi c’è il capitolo allattamento che può essere davvero estenuante: l’ostetrica dice “Devi attaccarlo ogni volta che vuole, fosse anche ogni ora”. La mamma dice “a noi facevano allattare ogni tre ore”. L’amica dice “Ma come fai a vivere così? io gli darei il latte artificiale!”. Tu non sai cosa fare, sei stanca, vuoi dormire oppure vuoi solo fare una doccia.

Non puoi fare un aperitivo, non puoi fumare, non puoi allontanarti da lui per più di qualche minuto che già pensi che se non ci sei tu starà male e non lo capiranno. Ti senti sola al mondo, le amiche si diradano “Non ti ho chiamato perché non ti volevo disturbare “, il tuo compagno che per un mese non potrà toccarti diventa un marziano. Sicuramente anche dopo i momenti di intimità si conteranno con il contagocce.

La tua vita non è più la tua.

Alcuni la chiamano depressione post parto, altri baby blues, altre non la chiamano perché non capisco cosa le sta accadendo ma piango ogni giorno sentendosi inadatte a questo ruolo.

La maternità può essere un periodo di profonda fragilità. Per questo ho voluto raccontare un medley di storie di maternità nascoste, fatte di dolore, solitudine e senso di inadeguatezza; per dare voce e spazio ad una maternità che raramente viene raccontata, ma che spesso viene vissuto.

Pensate che le statistiche dicono che la depressione post-parto colpisca una percentuale tra 7-12%, mentre il baby blues il 70% delle madri. Per questo è importante dare spazio ad un fenomeno così vasto e dare ascolto a chi si trova a vivere una condizione così delicata. Chiedere aiuto a volte può essere difficile, ma è la modalità efficacie per trovare strumenti di gestione utili per favorire il benessere della madre e del suo bambino.


Bibliografia

http://www.salute.gov.it/portale/salute/p1_5.jsp?id=154&area=Disturbi_psichici


Dott.ssa Letizia Silvestrini
Psicologa Psicoterapeuta a Giulianova

Dott.ssa Letizia Silvestrini Psicologa Psicoterapeuta
Martinsicuro e Giulianova

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Iscritta all’Albo Professionale degli Psicologi della regione Abruzzo n. 1952
Laurea in Psicologia Clinica Specializzata in Psicoterapia cognititiva e cognitivo-comportamentale
P.I. 01917050674

 

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