Quando parlo con lui mi fa sentire una nullità.
Il Gaslighting, la manipolazione del narcisista

gaslighting Giulianova

“Smettila di agitarti, sei esagerato/a”, “Non ho mai detto una cosa simile”, “Dici cose che non sono mai successe”, “Tu ti inventi le cose, te le immagini!”, “ Stai bene? Dici cose strane!”. Questi sono tutti esempi di chiare espressioni di violenza psicologica più diffusa di quanto si immagini e prende il nome di gaslighting.
Di cosa si tratta?
Il gaslighting  si verifica quando qualcuno viene deliberatamente alimentato da false informazioni che lo portano a mettere in dubbio la realtà e a non credere ai propri pensieri e sentimenti. E’ una tecnica manipolativa che tenta di minare l’autostima e la sanità mentale dell’altro in maniera subdola per poter controllarlo e sottometterlo.
E’ possibile individuare tre fasi in cui si sviluppa questo processo:

  1. La prima fase è definita la “distorsione della comunicazione” in cui si  agisce verbalmente,  in modo tale che la vittima non si accorga di essere manipolata. In questa fase si cerca di confondere la vittima alternando momenti positivi a quelli negativi. Per esempio nel caso di una relazione d’amore, il manipolatore si presenterà come affascinante e innamorato, creando situazioni fantastiche, inserendo però di tanto in tanto dialoghi destabilizzanti o silenzi ostili, che puntano a disorientare la vittima o per lo meno a insinuare una sensazione di fraintendimento involontaria.
  2. La seconda è una fase di “difesa” in cui la vittima cerca di proteggersi dalle continue vessazioni del gaslighter incominciando a non essere più sicura come prima. In questo modo iniziano ad indebolirsi le convinzioni e le sicurezze della vittima lasciando che il manipolatore possa adottare le sue strategie. Così,in qualche modo la confusione instillata da quest’ultimo è tale che la vittima si sentirà in grado di cambiare il suo carnefice, prendendo tale compito come una missione, che ovviamente è destinata a fallire e a far sprofondare la vittima nella trappola del manipolatore.
  3. La terza fase  è quella della “depressione : la vittima si trova in una condizione depressiva in cui è totalmente vulnerabile psicologicamente. Si convince di avere qualcosa che non va a livello mentale, come ad esempio una disfunzione cerebrale, divenendo dipendente del carnefice e  bisognosa di quest’ultimo, per cercare di aiutarla ad uscire dal suo stato confusionale. Crede che effettivamente tutto ciò che l’abusante dica nei suoi confronti sia vero e pertanto si piega alla volontà dell’altro.

Chi è il gaslighter? Il gaslighter è motivato da un grande desiderio di neutralizzare l’abilità della sua vittima. Viene identificato come un manipolatore patologico, può avere dei tratti narcisisti, può essere passivo aggressivo o addirittura violento. Si presenta come una persona calcolatrice e molto intuitiva, in grado di leggere anticipatamente le mosse delle sue vittime e pertanto in grado di fornire messaggi positivi o negativi, a seconda della sua strategia. Il suo obiettivo è quello di piegare le proprie vittime al proprio volere e creando un rapporto basato sulla dipendenza. Il gaslighter è una persona in grado di innescare il seme del dubbio nell’altro favorendo allo stesso tempo una serie di condizioni che fanno sì che questo aumenti, lasciando la vittima in balia di confusione e dipendenza dal suo carnefice.

Conseguenze del Gaslighting

Le conseguenze di questo tipo di manipolazione possono essere anche molto gravi tra cui stato di totale confusione in cui la vittima ha la sensazione di non sapere più se essere nel giusto o nel torto. Si sentono costantemente stanche sia mentalmente che fisicamente perchè tutte le energie sono risucchiate dal gaslighter. Tendono a limitare le uscite e a chiudersi nella loro zona di comfort,la vittima si sente così sbagliata di provare vergogna al solo pensiero di stare in contatto con altre persone tendendo a cercare ancora di più le cure del partner manipolatore.

Come difendersi dal Gaslighting

Le conseguenze del gaslighting possono essere deleterie e invalidanti, portando a sperimentare stati di depressione. Per questo motivo, chi si trova in questa posizione ha bisogno di un aiuto concreto per uscire dalla situazione.  Per farlo, si può chiedere supporto a un professionista della salute mentale, intraprendendo un percorso psicoterapeutico che riporti la persona a vedersi come autonoma e capace e a ritrovare la fiducia in se stessa.  Il primo passo per uscirne sarà diventare consapevoli dei meccanismi che l’abusatore mette in atto. Altre accortezze per difendersi e ricostruire la propria identità potrebbero essere : ricordare che non si è mai e poi mai responsabili del comportamento abusivo del gaslighter, evitare di fomentare discussioni su ciò che è vero o giusto con la persona manipolatrice. Imparare di nuovo ad ascoltare i propri pensieri e sentimenti. Richiedere il supporto di un terapista per creare insieme un percorso di recupero dal trauma. Ricostruire le relazioni con la famiglia e gli amici.


Bibliografia

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Gruda, S. (2020). Gaslighting: quando la manipolazione annulla la libertà. State of Mind.

Stern, R (2007). The gaslight effect. Random House. New York

Intravaia P. (2022) L’Amore è un’altra storia Independently published


Dott.ssa Letizia Silvestrini
Psicologa Psicoterapeuta a Giulianova

Dott.ssa Letizia Silvestrini Psicologa Psicoterapeuta
Martinsicuro e Giulianova

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Iscritta all’Albo Professionale degli Psicologi della regione Abruzzo n. 1952
Laurea in Psicologia Clinica Specializzata in Psicoterapia cognititiva e cognitivo-comportamentale
P.I. 01917050674

 

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